Beni comuni, Toscana prima a inserire nel suo Statuto la tutela dei beni comuni


Toscana all’avanguardia sul piano nazionale: è la prima Regione che arriva compiutamente a prevedere nel proprio Statuto una disciplina dedicata al tema dei beni comuni

Via libera dall’aula del consiglio regionale della toscana alla proposta di legge in materia di tutela e valorizzazione dei beni comuni. L’atto, un testo unificato che deriva dalla sintesi di due proposte di legge a firma del gruppo del Partito democratico e di Si Toscana a sinistra. “Il tema – ha illustrato il presidente della prima commissione Giacomo Bugliani – è un tema importante che fa emergere il legislatore toscano come il primo a intervenire, la modifica tiene conto anche di alcune osservazioni finalizzate a garantire il più possibile la partecipazione dei cittadini anche alla cura e alla manutenzione di questi beni, temi che riflettono quelli della cittadinanza attiva che diventa priorità fondamentale anche per il nostro ordinamento regionale”.

L’impianto di fondo della proposta di legge statutaria è quello della proposta che vede prima firmataria la consigliera Elisabetta Meucci (Pd) che intervenendo in aula ha rimarcato come questa legge “muove dalla riconosciuta necessita di un aggiornamento dello statuto in vigore dal 2005 e dunque una vita fa se si pensa all’evoluzione della sensibilità sociale insieme all’affermarsi di nuove forme della democrazia rappresentativa pur nell’ambito e nel rispetto della Costituzione e dello statuto. Come si sa – prosegue Meucci – il tema dei beni comuni certamente non è nuovo, tant’e’ vero che da tempo è stato riconosciuto quale valore fondante di una comunità territoriale in numerosi statuti comunali italiani (Torino, Bologna, Napoli) e anche toscani (Lucca) ma in questi ultimi tempi ha assunto un rilievo sempre crescente in relazione all’affermazione, allo sviluppo e all’evoluzione del principio di sussidiarietà orizzontale che concerne il rapporto fra lo Stato inteso come insieme dei pubblici poteri e le formazioni sociali, principio già introdotto in costituzione con la riforma del titolo V del 2001. Tutti valori,  che rendono opportuna questa modifica statutaria proprio per favorire e direi quasi modernizzare le modalità di attuazione dei principi di sussidiarietà sanciti dall’art.118 introducendo il concetto di “cittadinanza attiva”.

Occorre anche – conclude Meucci – rilevare che con questa legge il Consiglio si raccorda con  la giunta regionale che sta portando avanti un percorso innovativo e concreto verso la realizzazione di progetti che pongono le basi per un nuovo modo di relazionarsi tra PA, cittadini, istituzioni culturali, organizzazioni economiche e sociali.