presidio protesta lavoratori tmm 22 agosto 2017-2

Tmm Pontedera, Mazzeo, Nardini e Pieroni (Pd): “Dobbiamo salvaguardare l’attività dell’azienda e i posti di lavoro mettendo in campo ogni possibile azione”


Approvata la mozione Pd a sostegno dell’impresa pisana, presenti in aula gli operai e il sindaco di Pontedera

mazzeo-nardini-pieroni“Più volte abbiamo espresso la nostra vicinanza ai lavoratori della Tmm, oggi abbiamo portato la vicenda in aula per sostenere l’impegno fin qui messo in campo dalla Regione e sollecitare nuove azioni utili a salvaguardare l’attività dell’azienda e i posti di lavori”. Così i consiglieri regionali Pd della provincia di Pisa Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni.

La Tmm di Pontedera è un’azienda storica dell’indotto Piaggio, controllata dal gruppo Csl di Torino dal 1998, specializzata nella produzione di sistemi di scarico per scooter e motocicli. Siamo dunque di fronte, dopo la vicenda Ristori, ad una nuova crisi legata all’indotto Piaggio. I vertici dell’azienda produttrice di marmitte hanno recentemente dato avvio all’iter di liquidazione dell’azienda e, conseguentemente, è stata avviata anche la procedura di licenziamento collettivo per cessazione attività per tutti gli 85 dipendenti dello stabilimento di Pontedera.

“Ciò che più ci sconcerta – spiegano i consiglieri – sono le modalità con cui si è arrivati alla liquidazione di Tmm: la notizia è giunta all’improvviso, dopo un aumento dei volumi produttivi registrato nella prima parte dell’anno e dopo che la stessa azienda aveva smentito di avere problemi. Un comportamento inaccettabile che condanniamo con forza. Bene ha fatto, invece, la Regione ad intervenire prontamente aprendo un tavolo di confronto: insieme, sindacati e istituzioni, e prendendo il tempo necessario si possono individuare strategie e possibili soluzioni per offrire all’azienda una proposta alternativa che garantisca il proseguimento dell’attività”.

“L’altro obiettivo, non meno rilevante – proseguono –, è il mantenimento delle commesse Piaggio sul territorio pisano. La perdita di una realtà solida, radicata e ormai storica avrebbe una ricaduta gravissima sull’occupazione ed un pesante impatto sull’intera economia della provincia. Non possiamo permetterlo. Negli anni in Toscana si è lavorato per costruire filiere produttive che, tra le altre cose, hanno dato a molte aziende in difficoltà la possibilità di sopravvivere; potrebbe essere il caso anche dell’area pisana: investendo le risorse del piano ‘industria 4.0’ potremmo creare un distretto toscano della componentistica auto e moto. Valuteremo quest’ipotesi insieme alla Giunta regionale e al Governo, nel frattempo, proseguiremo sul percorso tracciato, tenendo sempre alta l’attenzione a tutti i livelli istituzionali col fine unico di scongiurare la chiusura dello stabilimento e il conseguente licenziamento dei dipendenti”.