Il Gruppo Pd presenta una mozione per chiedere al Governo l’inserimento del supporto psicologico nei Livelli essenziali di assistenza e servizi omogenei e gratuiti su tutto il territorio nazionale
“Il supporto psicologico in gravidanza e nel periodo successivo al parto deve diventare una prestazione universale, accessibile e garantita in modo omogeneo e gratuito su tutto il territorio nazionale, anche attraverso il suo inserimento nei Livelli essenziali di assistenza. Come Gruppo Pd, attraverso una mozione, di cui sono primo firmatario, chiediamo al Governo di riconoscere l’universalità della prestazione e, allo stesso tempo, invitiamo la Giunta regionale a valutare ogni ulteriore iniziativa utile a rafforzare progressivamente l’efficacia del supporto psicologico rivolto alle donne durante il percorso nascita. Investire nella salute mentale materna significa prevenire conseguenze più gravi, ridurre i costi sanitari futuri e costruire una società più equa e attenta alla dignità delle persone”. È quanto dichiara Andrea Vannucci, vicepresidente del gruppo Pd in Consiglio regionale, presentando la mozione “In merito alla necessità di rendere il benessere psicofisico in gravidanza e la prevenzione della depressione post partum prestazioni universali ed accessibili per tutte le donne”.
“La depressione post partum non può più essere considerata un tema marginale o privato: è una questione di salute pubblica reale e diffusa, che riguarda il benessere psicofisico delle donne, dei bambini e delle famiglie e rispetto alla quale il sistema sanitario nazionale deve essere in grado di dare risposte adeguate e strutturate – continua Vannucci – Stiamo parlando di una condizione che può insorgere durante la gravidanza o successivamente al parto ed essere determinato da fattori sociali, biologici, genetici, psicologici e relazionali. Secondo uno studio di ARS, tra le donne che hanno partorito tra il 2014 e il 2017 il 12,5 per cento è risultato a rischio depressione: un dato che evidenzia la rilevanza dei programmi di screening e la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione, ascolto e presa in carico”.
“La Regione Toscana in questi anni ha già messo in campo strumenti importanti sul fronte della prevenzione, della diagnosi e della cura, attraverso percorsi di accompagnamento della donna durante la gravidanza e nel puerperio, investendo sulla rete consultoriale e sui servizi territoriali – conclude Vannucci – Tuttavia permane a livello nazionale una forte disomogeneità nell’accesso al supporto psicologico durante il periodo precedente e successivo al parto: in molte realtà questi servizi non sono garantiti in modo strutturato e uniforme e spesso dipendono dall’attivazione individuale della donna o della famiglia, con il rischio che condizioni di disagio, anche a causa dello stigma o della tendenza a minimizzare il cosiddetto “baby blues”, restino non riconosciute e quindi non trattate”.

