Fondi UE, Mazzeo: “No ai tagli e all’accentramento: le risorse della coesione restino ai territori. Dalla Toscana una presa di posizione chiara verso Roma e Bruxelles”


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In Consiglio regionale una mozione a prima firma di Antonio Mazzeo, vicepresidente della delegazione italiana al Comitato europeo delle Regioni.

“A rischio investimenti strategici per la Toscana come Nidi gratis, Giovanisì, sicurezza delle scuole e sostegno alle imprese. Da tutelare anche le risorse per l’agricoltura”.

 

«I fondi europei diventano asili accessibili, borse di studio, opportunità di lavoro per i giovani, scuole più sicure e investimenti per le imprese. Difenderli significa difendere servizi e opportunità concrete per i cittadini toscani».

È da qui che parte Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana e vicepresidente della delegazione italiana al Comitato europeo delle Regioni, primo firmatario della mozione presentata in Consiglio regionale contro i tagli al bilancio europeo e l’accentramento della gestione dei fondi. L’atto è sottoscritto da diversi consiglieri PD e della maggioranza.

L’iniziativa nasce nel pieno del negoziato sul Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034 dell’Unione europea, recentemente al centro anche del dibattito al Festival delle Regioni tenutosi a Firenze. La proposta della Commissione prevede una nuova architettura basata sui Piani di partenariato nazionali e regionali e su un Fondo per la competitività gestito a livello europeo. A questo si aggiunge l’ipotesi di un ulteriore taglio di circa 141 miliardi di euro, pari all’8% rispetto alla proposta della Commissione.

«I fondi europei di coesione non sono una concessione dei governi né un capitolo di bilancio da sacrificare – dichiara Mazzeo –. Far confluire coesione, agricoltura e altre politiche strategiche in un unico contenitore nazionale significa mettere in competizione settori vitali e allontanare le decisioni dai bisogni delle comunità. Non si fa più Europa togliendo voce ai territori. E accentrare le risorse non significa automaticamente spenderle meglio: servono controlli solidi, trasparenza e responsabilità chiare».

Nel testo della mozione si evidenziano le ricadute dirette che questo cambiamento avrebbe sulla Toscana. Risorse come FESR e FSE+ sostengono misure fondamentali: da Nidi gratis alle opportunità di Giovanisì per l’occupazione e la formazione dei giovani, dal diritto allo studio universitario all’innovazione delle imprese, fino alla riqualificazione energetica delle strutture sanitarie, alla prevenzione sismica di scuole e RSA e agli interventi per le aree interne.

«La stessa battaglia riguarda l’agricoltura – aggiunge Mazzeo –. La Politica agricola comune deve mantenere risorse autonome, certe e adeguate: mettere agricoltura e coesione nello stesso contenitore significa costringere agricoltori, imprese e comunità locali a contendersi i finanziamenti. Sono due pilastri dello sviluppo dei nostri territori e vanno rafforzati entrambi. Quando parliamo di coesione, parliamo della possibilità di una famiglia di mandare un figlio al nido, di un giovane di studiare e trovare lavoro, di un’impresa di innovare – prosegue Mazzeo – La competitività europea si costruisce anche così: mettendo i territori nelle condizioni di crescere e riducendo le disuguaglianze. Per questo chiediamo risorse certe e un ruolo effettivo delle Regioni nelle scelte. Il Governo italiano deve farsi portavoce di questa richiesta a Bruxelles: difendere la coesione significa difendere il futuro del Paese».

La mozione recepisce la posizione unitaria espressa dai presidenti delle Regioni italiane a Firenze, durante la recente edizione del Festival L’Italia delle Regioni, nel confronto con il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto e con la presidente del Comitato europeo delle Regioni Kata Tüttő.

L’atto impegna la Giunta regionale a promuovere questa linea nella Conferenza delle Regioni, nel Comitato europeo delle Regioni e nel confronto con il Governo italiano e le istituzioni europee. Le richieste sono precise: garantire una dotazione autonoma e protetta per la coesione 2028-2034, almeno al livello attuale tenendo conto dell’inflazione; mantenere una dotazione autonoma e distinta per la Politica agricola comune; introdurre una clausola vincolante di sussidiarietà e un meccanismo che consenta alle Regioni di chiedere alla Commissione europea il riesame delle disposizioni dei Piani che violino le loro competenze o il principio di partenariato; destinare almeno il 20% delle dotazioni nazionali a strategie integrate di sviluppo territoriale, con particolare attenzione alle aree interne.

«Le nuove priorità europee non possono essere finanziate aumentando i divari tra territori – conclude Mazzeo – Dalla Toscana deve arrivare una posizione chiara a Roma e a Bruxelles: difendere queste risorse significa garantire alle persone la libertà di costruire il proprio futuro anche nei luoghi in cui sono nate».

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