“Quella di Fulgencio Obiang Esono, ingegnere italiano, è detenuto senza motivo in Guinea Equatoriale dal settembre 2018, è una vicenda che non può essere dimenticata e sui cui ho depositato un’interrogazione in Consiglio regionale. Secondo quanto ricostruito da familiari e organizzazioni internazionali, Fulgencio sarebbe stato fermato in modo arbitrario, trasferito forzatamente e condannato al termine di un procedimento giudiziario che presenta fortissime ombre. Come se non bastasse, durante la detenzione non gli sarebbero state garantite adeguate tutele, né un regolare accesso ai contatti con la famiglia e con la rappresentanza diplomatica. Oltre sette anni di privazione della libertà, in un contesto segnato da arresti ingiustificati, gravi violazioni dei diritti umani e dall’assenza delle più elementari garanzie del giusto processo. Amnesty International ha più volte denunciato la situazione dei diritti umani in Guinea Equatoriale, richiamando anche il caso di Fulgencio. Di fronte a tutto questo, ritengo che il silenzio non debba essere mai un’opzione: le Istituzioni hanno il dovere di vigilare, di chiedere risposte, di attivare ogni canale possibile affinché una cittadina o un cittadino italiano non venga lasciato solo, lontano, invisibile o peggio ancora dimenticato. Nei giorni scorsi abbiamo finalmente potuto gioire per Trentini, Burlò e gli altri italiani liberati. Ecco perché ho depositato questo atto chiedendo alla Regione Toscana di attivarsi nei confronti del Governo nazionale affinché anche questa vicenda abbia un’attenzione prioritaria, perché la sua storia non venga archiviata e perché i diritti umani non siano mai considerati una questione secondaria o negoziabile. La dignità non ha confini. La giustizia non può aspettare. Vogliamo Fulgencio Obiang Esono”. È quanto dichiara Iacopo Melio, consigliere regionale Pd presentando l’interrogazione in merito alla vicenda di Fulgencio Obiang Esono detenuto in Guinea Equatoriale

