Il capogruppo PD in Consiglio regionale Simone Bezzini e la consigliera regionale PD Serena Spinelli presentano una mozione per chiedere al Parlamento che, nell’esame del disegno di legge in ambito di violenza sessuale (modifica dell’articolo 609-bis del codice penale), sia mantenuto l’impianto approvato all’unanimità dalla Camera, fondato sul principio del consenso libero e attuale.
«La destra in Parlamento ha fatto marcia indietro su una legge fondamentale – dichiarano Bezzini e Spinelli, prima firmataria della mozione – e lo ha fatto nel modo peggiore: nel testo, così come modificato e posto in discussione al Senato la parola “consenso” addirittura scompare del tutto. È una scelta grave e immotivata».
«Il testo approvato dalla Camera, su impulso del PD e grazie all’intesa tra maggioranza e opposizione, affermava un principio semplice e chiaro: un rapporto sessuale è tale solo se fondato su un consenso libero e attuale. Un principio che dovrebbe essere ovvio, ma che per troppo tempo non lo è stato, soprattutto per chi ha subito violenza e ha cercato giustizia. Proprio per questo quella riforma rappresentava un passo avanti importante sul piano culturale e giuridico» – proseguono i consiglieri PD.
La riformulazione proposta al Senato, che sostituisce il consenso con il concetto di dissenso, modifica profondamente l’impianto della norma e rischia di indebolire le tutele della persona offesa, rendendo più complesso l’accertamento della responsabilità penale e scaricando nuovamente sulle vittime il peso della prova.
«Il testo modificato è per noi irricevibile – proseguono gli esponenti Pd – perché segna un arretramento rispetto a un percorso che era stato condiviso in modo bipartisan e che metteva finalmente al centro l’autodeterminazione della persona. Per questo dalla Toscana vogliamo difenderlo nei suoi principi e nel suo impianto originario».
Con la mozione, il Consiglio regionale della Toscana vuole impegnare la Giunta a rappresentare in tutte le sedi istituzionali competenti la necessità di preservare l’impianto approvato dalla Camera, evitando arretramenti sul piano dei diritti e della lotta alla violenza di genere.
«Difendere il principio del consenso – concludono Bezzini e Spinelli – significa affermare con chiarezza che senza una volontà libera, esplicita e attuale non può esserci alcun rapporto sessuale. Su questo non si può tornare indietro».

