{"id":12584,"date":"2016-03-25T16:37:08","date_gmt":"2016-03-25T15:37:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/?p=12584"},"modified":"2016-03-25T16:37:08","modified_gmt":"2016-03-25T15:37:08","slug":"qualita-dellaria-monni-e-meucci-pd-priorita-e-salute-dei-cittadini-lavoriamo-sui-dati-e-diciamo-no-alle-mistificazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/qualita-dellaria-monni-e-meucci-pd-priorita-e-salute-dei-cittadini-lavoriamo-sui-dati-e-diciamo-no-alle-mistificazioni\/","title":{"rendered":"Qualit\u00e0 dell\u2019aria, Monni e Meucci (PD): \u201cPriorit\u00e0 \u00e8 salute dei cittadini. Lavoriamo sui dati e diciamo no alle mistificazioni\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>Stamani la presentazione degli studi e rilevamenti curati dal professore Udisti dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze. Insieme alle consigliere \u00e8 intervenuto anche il presidente degli Amici della Terra della Toscana Sergio Gatteschi<\/em><\/p>\n<p>La qualit\u00e0 dell\u2019aria nella Piana\u00a0 \u00e8 mediamente buona e a causare gli sforamenti delle polveri sottili sono soprattutto le maggiori concentrazioni delle emissioni da traffico e da riscaldamento domestico, incrementate dalla scarsa circolazione atmosferica che si registra nei periodi freddi. In particolare, negli ultimi anni, si e\u2019 avuto un notevole aumento degli impianti di combustione a biomasse (pellet e legna), che hanno emissioni di particolato da 20 (pellet) a 1000 (legna) volte pi\u00f9 elevate rispetto ad impianti di riscaldamento a metano di pari potenza.<\/p>\n<p>Sono gli aspetti pi\u00f9 interessanti che emergono da numerosi studi ( studio pilota aerosol Sesto Fiorentino, progetto Patos, progetto Airuse, progetto Pegaso, rilevazioni centraline Arpat), condotti dal professor <strong>Roberto Udisti, del Dipartimento di Chimica &#8211; Polo Scientifico &#8211; Universit\u00e0 di Firenze<\/strong>, e presentati oggi in consiglio regionale insieme alla <strong>vice capogruppo del Pd Monia Monni, la consigliera Titta Meucci e<\/strong> il presidente dell\u2019associazione <strong>Amici della Terra della Toscana Sergio Gatteschi.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa Piana \u2013 spiegano <strong>Udisti e Gatteschi<\/strong>&#8211; \u00e8 stata monitorata negli anni precedenti nell\u2019area dell\u2019Osmannoro (di fronte a Case Passerini)\u00a0 e al limitare dell\u2019abitato di Sesto <a href=\"http:\/\/f.no\/\"><u>Fiorentino<\/u><\/a> (Villa San Lorenzo), e i dati sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria sono ora disponibili. Si conferma che i valori medi annui del PM10 e del PM2.5 sono sotto i limiti previsti dalla vigente legislazione e che anche le concentrazioni atmosferiche dei metalli per i quali sono previste norme prescrittive (piombo, nichel, cadmio e arsenico), sono al di sotto dei livelli di attenzione. E\u2019 necessario,per\u00f2,evidenziare che occorre dare continuit\u00e0 a tali osservazioni, integrandole con misure di marker specifici per identificare e quantificare le combustioni di biomassa e per la determinazione delle concentrazioni atmosferiche di nano-particelle, emesse dal traffico e dai processi di combustione. A tale scopo, sarebbe fortemente auspicabile l\u2019utilizzo di una centralina posta nella Piana di Sesto <a href=\"http:\/\/f.no\/\"><u>Fiorentino<\/u><\/a>, utilizzando la stazione dell\u2019Universit\u00e0\u2019 di Firenze gi\u00e0 presente all\u2019Osmannoro o spostandola all\u2019interno del Polo Scientifico\u201d.<\/p>\n<p>Allargando l\u2019osservazione ad aree vicine, il contributo delle emissioni dell\u2019inceneritore a Montale \u00e8 risultato essere poco significativo, pari al 5% nell&#8217;area ristretta di una cittadina che ha solo 10mila abitanti, in linea con i dati Ispra che attribuiscono agli inceneritori appena lo 0,03% della produzione di diossine a livello nazionale. A Montale, il maggiore contributo alle emissioni (34%) di polveri sottili nei giorni di superamento dei limiti \u00e8 causato dalla combustione di biomasse. Durante tali giorni, il contributo al PM10 degli impianti di combustione e\u2019 risultato essere 7 volte maggiore di quello relativo alle emissioni dell\u2019inceneritore. \u201cQuesti dati \u2013 <strong>proseguono Monni e Meucci<\/strong>&#8211; ci dicono che dobbiamo alzare il livello delle politiche per migliorare le normative in materia di impianti di combustione di biomassa anche domestici e continuare\u00a0 a migliorare il trasposto su rotaia alternativo\u00a0 a quello su gomma.\u00a0 Ma sono anche dati che ci rassicurano sulla questione termovalorizzatore. La prima cosa\u00a0 \u00e8 tutelare la salute dei cittadini e se l\u2019incidenza dell\u2019impianto di Montale \u00e8 del 5% (in un ambito molto ristretto ) i termovalorizzatori di ultima generazione, come quello previsto a Case Passerini, che sar\u00e0 il pi\u00f9 avanzato d&#8217;Europa,\u00a0 saranno ancora pi\u00f9 efficienti e meno inquinanti\u201d.<\/p>\n<p>Sia la vice capogruppo Monia Monni che la consigliera Elisabetta Meucci hanno ricordato che \u201cle direttive europee ci dicono che il termovalorizzatore rientra appieno nel ciclo integrato dei rifiuti. E\u2019 evidente che si evidenzia anche la necessit\u00e0 di intervenire sul traffico\u00a0 e il potenziamento della tramvia va proprio in questa direzione. L\u2019obiettivo \u00e8\u00a0 continuare a lavorare in sinergia coinvolgendo, oltre l\u2019Unione europea, le Regione, i comuni e i cittadini affinch\u00e9 si prosegua con forza nella strada\u00a0 delle politiche integrate per l\u2019efficienza energetica\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stamani la presentazione degli studi e rilevamenti curati dal professore Udisti dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze. 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