{"id":19170,"date":"2019-12-11T11:12:35","date_gmt":"2019-12-11T10:12:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/?p=19170"},"modified":"2019-12-11T11:12:37","modified_gmt":"2019-12-11T10:12:37","slug":"welfare-la-toscana-cambia-prospettiva-e-introduce-un-modello-circolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/welfare-la-toscana-cambia-prospettiva-e-introduce-un-modello-circolare\/","title":{"rendered":"Welfare, la Toscana cambia prospettiva e introduce un modello \u201ccircolare\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Prima Regione a presentare una proposta di legge sul welfare generativo<\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Chi riceve un intervento sociale non \u00e8 pi\u00f9 solo un soggetto debole ma diventa protagonista attivo, mettendo le proprie capacit\u00e0 al servizio della collettivit\u00e0.<\/strong> <strong>\u00a0La norma arriva in Commissione sanit\u00e0 grazie al consigliere Enrico Sostegni, che ha trasposto in un testo di legge regionale la proposta elaborata dall\u2019Istituto Dirpolis della Sant\u2019Anna di Pisa e dalla Fondazione E. Zancan di Padova. <\/strong><\/p>\n<p>E\u2019, prima di tutto, un cambio di paradigma e di prospettiva: da una concezione verticale ad un modello circolare, in cui il cittadino che ha bisogno di un intervento sociale non \u00e8 pi\u00f9 solo un soggetto debole ma pu\u00f2 decidere di mettere le proprie capacit\u00e0 al servizio della collettivit\u00e0, contribuendo cos\u00ec alla sua rigenerazione.<\/p>\n<p>\u00c8 il cosiddetto \u201cwelfare generativo\u201d: un modello di welfare elaborato dalla <strong>Fondazione Zancan<\/strong> &#8211; centro di studio, ricerca e sperimentazione che opera da oltre cinquant&#8217;anni nell&#8217;ambito delle politiche sociali, sanitarie, educative, dei sistemi di welfare e dei servizi alla persona &#8211; che la Regione Toscana ha previsto nel <strong>Piano sanitario e sociale integrato<\/strong> approvato lo scorso ottobre e che adesso si appresta ad essere codificato in una <strong>norma regionale<\/strong>.<\/p>\n<p>A presentarne a Firenze in una conferenza stampa gli aspetti principali sono stati il consigliere regionale <strong>Enrico Sostegni <\/strong>(Pd), primo firmatario di una proposta di legge (\u201c<em>Disposizioni per favorire la coesione e la solidariet\u00e0 sociale mediante azioni a corrispettivo sociale<\/em>\u201d) che proprio oggi inizia il percorso in Commissione sanit\u00e0, e le <strong>ricercatrici Elena Vivaldi, Istituto Dirpolis della Scuola Sant\u2019Anna di Pisa, ed Elena Innocenti, F<\/strong>ondazione E. Zancan di Padova.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019idea principale che ci ha mosso \u2013 spiega il consigliere Sostegni \u2013 \u00e8 quella di spezzare la concezione \u201cprestazionistica\u201d del welfare tradizionale fondato sulla redistribuzione delle risorse raccolte, in cui chi riceve una prestazione o un aiuto \u00e8 di fatto l\u2019anello pi\u00f9 debole. In questo nuovo modello, chi richiede un intervento sociale diventa un soggetto attivo, con delle risorse e delle capacit\u00e0 che pu\u00f2 mettere a disposizione di tutti\u00bb.<\/p>\n<p>Il welfare generativo prevede in concreto un innovativo percorso di partecipazione della persona al sistema di welfare regionale, costituito dal coinvolgimento del soggetto beneficiario di un intervento pubblico, il quale volontariamente pu\u00f2 realizzare <strong>azioni a vantaggio della collettivit\u00e0, denominate \u201cazioni a corrispettivo sociale\u201d<\/strong>, quale espressione del principio di <strong>solidariet\u00e0 sociale<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abAl centro c\u2019\u00e8 il <strong>coinvolgimento attivo e responsabile della persona<\/strong>, al fine di restituire alla societ\u00e0, sotto altra forma, quello che ha ricevuto attraverso gli interventi sociali di cui ha beneficiato. Ad esempio, chi riceve una prestazione socio-sanitaria finalizzata al miglioramento di una condizione di bisogno o difficolt\u00e0, un ammortizzatore sociale in caso di perdita del lavoro o un intervento di sostegno al reddito potr\u00e0 dare il proprio contributo\u00a0 in maniera volontaria attraverso azioni in vari settori, dall\u2019assistenza sociale alla difesa dell\u2019ambiente, dalla cultura all\u2019istruzione, dalla lotta alla discriminazione alla protezione civile\u00bb, aggiunge il consigliere.<\/p>\n<p>Al rendimento economico e sociale delle azioni a corrispettivo sociale, a favore dell\u2019intera collettivit\u00e0, si somma il beneficio del singolo soggetto coinvolto, il quale \u00e8 chiamato, in questo modo, a valorizzare le proprie risorse e capacit\u00e0, a rafforzare i legami sociali, a partecipare alla vita sociale.<\/p>\n<p>\u00abIn quest\u2019ottica \u2013 conclude Enrico Sostegni &#8211; la persona che beneficia di un intervento di welfare si colloca attivamente <strong>al centro delle politiche sociali regionali<\/strong> ed \u00e8 direttamente coinvolta nella comunit\u00e0 sociale che essa stessa contribuisce a rigenerare\u00bb.<\/p>\n<p><strong><em>Chi pu\u00f2 partecipare <\/em><\/strong><\/p>\n<p>La legge definisce chi sono gli <strong>individui che possono partecipare<\/strong> a questo percorso circolare di inclusione e solidariet\u00e0, ovvero i beneficiari di misure quali: interventi finalizzati a rimuovere e superare condizioni di bisogno e difficolt\u00e0 della persona, di cui alla legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 (Disciplina del servizio sanitario regionale) e alla legge regionale 24 febbraio 2005, n. 41 (Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale); interventi di politica attiva del lavoro, di cui alla legge regionale 8 giugno 2018, n. 28 (Agenzia regionale toscana per l\u2019impiego \u201cARTI\u201d. Modifiche alla l.r. 32\/2002. Disposizioni di riordino del mercato del lavoro); ammortizzatori in deroga erogati ai sensi della\u00a0<a href=\"http:\/\/www.regione.toscana.it\/bancadati\/atti\/DettaglioAttiG.xml?codprat=2017DG00000001024\">deliberazione di Giunta regionale del 31 luglio 2017<\/a>, n. 842; ogni altro intervento di sostegno al reddito di carattere continuativo che sia posto in essere dall\u2019amministrazione regionale, anche in via sperimentale.<\/p>\n<p><strong><em>Le azioni a corrispettivo sociale ed il ruolo della Regione e dei comuni<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Tali destinatari potranno, in maniera volontaria e gratuita, realizzare delle \u201c<strong>azioni a corrispettivo sociale\u201d (ACS)<\/strong> in determinati settori di intervento quali la tutela della salute e l\u2019assistenza sociale, la valorizzazione dell\u2019ambiente e dell\u2019ecosistema, la valorizzazione della cultura, l\u2019educazione e l\u2019istruzione, l\u2019inclusione sociale, le pari opportunit\u00e0 ed il superamento di ogni forma di discriminazione, il sistema della protezione civile. <strong>Le proposte di azione attivabili saranno iscritte in un<\/strong> <strong>apposito registro<\/strong> gestito e aggiornato, nell\u2019ambito delle zone distretto, dai comuni (singoli o associati) o dalla Societ\u00e0 della salute.<\/p>\n<p>La Regione, definendo in sede di programmazione i criteri generali e le linee di indirizzo delle strategie di welfare generativo, sar\u00e0 quindi al centro di un sistema che vedr\u00e0 coinvolti numerosi soggetti come i Comuni, che avranno funzione di promozione, regolazione, monitoraggio e valutazione delle ACS, gli enti del terzo settore, compresi anche gli enti religiosi, i cittadini associati, ogni altro ente pubblico o privato che intenda promuovere azioni a corrispettivo sociale.<\/p>\n<p>\u00abLa ricerca in tema di welfare generativo realizzata in questi anni dalla Fondazione Zancan e dall\u2019Istituto Dirpolis \u2013 commentano le ricercatrici Elena Vivaldi ed Elena Innocenti &#8211; ha avuto tra i propri obiettivi anche quello di provocare l\u2019interesse di amministrazioni regionali, nel proporsi come apripista nella definizione e sperimentazione di nuove soluzioni di welfare, fondate non solo sulla raccolta e redistribuzione delle risorse, ma anche sulla loro messa a rendimento e rigenerazione, attraverso la responsabilizzazione delle persone coinvolte. Gli studi realizzati hanno dimostrato come superare gli strumenti e gli approcci tradizionali sia possibile tecnicamente, ma richieda una scelta culturale e istituzionale orientata all\u2019innovazione, pienamente esercitabile all\u2019interno del quadro legislativo e costituzionale vigente. Siamo liete che le istituzioni toscane abbiano fatto propria questa impostazione, e auspichiamo che la proposta di legge possa avere piena attuazione\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima Regione a presentare una proposta di legge sul welfare generativo\u00a0 Chi riceve un intervento sociale non \u00e8 pi\u00f9 solo un soggetto debole ma diventa protagonista attivo, mettendo le proprie capacit\u00e0 al servizio della collettivit\u00e0. \u00a0La norma arriva in Commissione sanit\u00e0 grazie al consigliere Enrico Sostegni, che ha trasposto in un testo di legge regionale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19171,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[101,821],"class_list":{"0":"post-19170","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-comunicati-stampa","8":"tag-sanita","9":"tag-welfare","10":"czr-hentry"},"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/sostegniconfstampa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19170","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19170"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19170\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19171"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}