{"id":5037,"date":"2011-06-10T11:20:13","date_gmt":"2011-06-10T09:20:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/?p=5037"},"modified":"2013-09-24T15:23:17","modified_gmt":"2013-09-24T13:23:17","slug":"digitale-tv-a-rischio-decine-di-aziende-televisive-in-toscana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/digitale-tv-a-rischio-decine-di-aziende-televisive-in-toscana\/","title":{"rendered":"Digitale TV, \u201cA rischio decine di aziende televisive in Toscana\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl digitale cambia la tv\u201d. Questo il titolo di un incontro che si \u00e8 svolto questa mattina a Firenze organizzato dal gruppo consiliare e dal Partito democratico toscani. Ma il digitale terrestre, da tecnologia che apre scenari e opportunit\u00e0 tutti nuovi, in Toscana, rischia di provocare un certo scompiglio nell\u2019emittenza locale, con ripercussioni anche gravi sia sul pluralismo che sui livelli occupazionali. Queste preoccupazioni sono state al centro dei relatori: il presidente della Commissione Cultura e informazione del Consiglio regionale, Nicola Danti, il capogruppo Vittorio Bugli, il segretario regionale Andrea Manciulli e il deputato ed ex ministro Paolo Gentiloni. Presenti molti operatori e imprenditori dell\u2019emittenza locale che hanno anche preso la parola per raccontare le loro esperienze e proporre soluzioni alle questioni che si presentano con il passaggio al digitale. In gioco ci sono le frequenze, che per la Toscana\u2013 secondo quanto prevede il piano nazionale del governo \u2013 penalizzano fortemente l\u2019emittenza locale anche in considerazione della vendita di 9 canali alla telefonia mobile. Quindi si tratta di capire quanti sono i canali per operatori di rete che il governo dovr\u00e0 distribuire in base a una classifica redatta sulla scorta di alcuni criteri: il patrimonio; il numero di dipendenti con contratto a tempo indeterminato; la copertura della popolazione; l`anzianit\u00e0 dell`emittente. \u00abParliamo di una realt\u00e0 importante \u2013 ha spiegato Nicola Danti \u2013 In Toscana ci sono una quarantina di emittenti, molto seguite per il loro palinsesto di informazione locale, per un servizio, quindi, che altri non offrono. Parliamo quindi di 40 imprese che dovranno fare i conti con la fatidica scadenza che non \u00e8 ancora definita e che potrebbe essere anticipata a fine 2011 per il passaggio al digitale, un\u2019innovazione che va sostenuta come si sostiene l\u2019innovazione tecnologica delle altre imprese toscane. Certo \u2013 ha aggiunto Danti \u2013 il digitale \u00e8 una grande opportunit\u00e0, ma questa \u201crivoluzione\u201d, se non accompagnata e gestita bene, rischia di provocare gravi danni al pluralismo e all\u2019occupazione. Inoltre, in alcune zone della regione, in particolare quelle montane, ci sar\u00e0 il rischio di un vero e proprio black-out televisivo se non si fa chiarezza sulla gestione degli impianti di ripetizione del segnale e sugli investimenti\u00bb. Danti ha anche ricordato che, sul fronte Regione, le cose si stanno muovendo: gi\u00e0 nell\u2019ottobre scorso il Consiglio ha approvato all\u2019unanimit\u00e0 un documento e ora la Giunta sta elaborando una specifica normativa che probabilmente tratter\u00e0 di \u201cmisure di sostegno al sistema radiotelevisivo per il passaggio al digitale\u201d e sui cui \u00e8 aperto un confronto con tutti. Cosa pu\u00f2 fare la Regione per rispondere ai diversi problemi? E\u2019 stato il capogruppo del Pd, Vittorio Bugli, a indicare un percorso istituzionale e di confronto. \u00abDobbiamo riportare la questione in Consiglio \u2013 ha detto Bugli \u2013 aggiornandola perch\u00e9 ora \u00e8 il momento di fare un\u2019azione stringente nei confronti del governo per chiedere i cambiamenti necessari a consentire un passaggio indolore al digitale. E dobbiamo impegnarci per portare su questa posizione anche le altre Regioni interessata e la stessa Conferenza delle Regioni. E\u2019 una battaglia utile e importante. Noi, come Pd, ci siamo e ci crediamo\u00bb. \u00abL\u2019impegno per l\u2019emittenza locale \u00e8 un impegno che prendiamo non solo per voi, ma per tutti i cittadini \u2013 ha spiegato Andrea Manciulli, rivolgendosi alla platea di operatori del settore \u2013. Perch\u00e9 si tratta di una questione di qualit\u00e0 democratica, di rappresentanza nella nostra societ\u00e0, di un settore che svolge un servizio prezioso ed insostituibile di informazione nel territorio, anche per la politica\u00bb. Infine, Paolo Gentiloni, che \u00e8 anche presidente del Forum nazionale Informazione e telecomunicazioni del Pd su, ha fatto il punto sulla situazione ricordando che \u00abla partita non \u00e8 ancora chiusa e che le Regioni possono esercitare un ruolo che la stessa Costituzione prevede\u00bb. \u00abIn particolare c\u2019\u00e8 da rispettare la legge che prevede l\u2019assegnazione delle frequenze nazionali e regionali nella misura, rispettivamente, di 2\/3 e 1\/3, facendo passare un\u2019interpretazione giusta che non penalizzi le tv locali. Ci sono i presupposti \u2013 ha concluso Gentiloni \u2013 per vincere questa battaglia e noi ci faremo sentire\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl digitale cambia la tv\u201d. 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