{"id":5290,"date":"2010-10-15T11:07:07","date_gmt":"2010-10-15T09:07:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/?p=5290"},"modified":"2013-09-24T15:33:17","modified_gmt":"2013-09-24T13:33:17","slug":"una-legge-regionale-organica-per-il-vivaismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gruppopdregionetoscana.it\/web\/una-legge-regionale-organica-per-il-vivaismo\/","title":{"rendered":"\u201cUna legge regionale organica per il vivaismo\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Oltre 2400 aziende per una superficie coltivata di oltre 6500 ettari, al netto delle aziende a lavorazione mista (anche floricoltura), con una produzione di qualit\u00e0 e un mercato di dimensione internazionale, che, assieme alla vitivinicoltura, costituisce il traino delle produzioni vegetali dell\u2019agricoltura toscana, cio\u00e8 del 70% della produzione vendibile del settore regionale. Poche aziende medio-grandi che detengono la maggioranza delle superfici coltivabili e tante piccole imprese, spesso a carattere familiare, con poca o pochissima superficie agricola utilizzata pro capite, prevalentemente incentrata sulla pianura pistoiese (quasi 1500 aziende). Queste le dimensioni del fenomeno vivaismo in Toscana. Un settore che regge nel tempo &#8211; anche per assenza di concorrenti sui mercati internazionali &#8211; la sfida del mercato globale. Un\u2019attivit\u00e0 a forte impatto sulle risorse essenziali dell\u2019ambiente (territorio, acqua, aria) chiamata proprio ad un\u2019evoluzione all\u2019insegna della sostenibilit\u00e0 ambientale da cui dipende la stessa sopravvivenza del comparto. Sono questi i numeri e le motivazioni che hanno spinto i consiglieri regionali del Pd Caterina Bini e Gianfranco Venturi a presentare una proposta di legge regionale, con l\u2019obiettivo di dotare la Toscana di \u201cuno strumento legislativo unitario ed organico, dotato di certezza e continuit\u00e0 temporale delle sue disposizioni, chiamato a costruire indirizzi condivisi di sviluppo ecocompatibile del vivaismo, ma anche a sostenere concretamente, nel rispetto dei vincoli Ue, il sistema delle aziende operanti nel territorio\u201d. La proposta \u00e8 stata presentata oggi pomeriggio a Pistoia, con un convegno promosso dal gruppo consiliare Pd in Regione, al Centro sperimentale per il vivaismo di via Ciliegiole. Dopo l\u2019illustrazione del progetto normativo, a cura di Bini e Venturi, sono seguiti gli interventi dei rappresentanti delle associazioni di categoria e di alcuni operatori del settore. I lavori, coordinati dalla presidente della Provincia Federica Fratoni, sono proseguiti con gli interventi di Loris Rossetti, presidente della commissione agricoltura del Consiglio regionale, Gianni Salvadori, assessore regionale all\u2019agricoltura e Vittorio Bugli, capogruppo del Pd in Regione. \u00abE\u2019 il proseguimento di un impegno \u2013 ha spiegato Caterina Bini \u2013 preso anche recentemente in campagna elettorale. Si tratta di una proposta che nasce dall\u2019attenzione della Regione verso questo settore, che viene da lontano, e si sviluppa con il decisivo contributo degli operatori che viene a seguito di una fase di ascolto e di dialogo. Avevamo sperimentato in passato \u2013 ha aggiunto Bini \u2013 anche progetti pilota, ma oggi crediamo sia venuto il tempo di una disciplina davvero organica e strutturale, che sostenga un settore di punta del nostro export, non solo di quello pistoiese ma dell\u2019intera regione. Oltre ad affrontare \u2013 ha concluso la consigliera \u2013 alcune \u201curgenze\u201d ambientali: dall\u2019uso dell\u2019acqua al recupero di energia\u00bb. \u00abPensiamo sia necessario \u2013 ha detto Gianfranco Venturi \u2013 aiutare le imprese vivaistiche favorendo anche una loro evoluzione tecnica, gestionale, professionale, attraverso strumenti dedicati per l\u2018innovazione, la formazione: il tutto per rilanciare la competitivit\u00e0 delle imprese. La proposta di legge \u2013 ha continuato Venturi \u2013 si muove su due \u201cassi portanti\u201d: l\u2019individuazione delle aree \u201cvocate\u201d, non come esclusive ma come prioritarie per l`applicazione dei benefici della legge e l\u2019introduzione di un nuovo strumento di programmazione, il Piano regionale dell\u2019attivit\u00e0 vivaistica. Infine \u2013 ha concluso il consigliere \u2013 prevediamo una serie di altri interventi: dalle agevolazioni alla semplificazione burocratica per le imprese, dall\u2019implementazione del verde per abbattere l\u2019inquinamento e per \u201cvestire\u201d e curare il paesaggio toscano a una specie di marchio di qualit\u00e0, una \u201clabel\u201d ad adesione volontaria che chiameremo \u201cPiante di Toscana\u201d\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre 2400 aziende per una superficie coltivata di oltre 6500 ettari, al netto delle aziende a lavorazione mista (anche floricoltura), con una produzione di qualit\u00e0 e un mercato di dimensione internazionale, che, assieme alla vitivinicoltura, costituisce il traino delle produzioni vegetali dell\u2019agricoltura toscana, cio\u00e8 del 70% della produzione vendibile del settore regionale. 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