Ungulati e aree protette, Pieroni (PD): “Rafforzare gli interventi per la sicurezza dei cittadini e gli indennizzi per la salvaguardia delle colture”


Approvata una mozione che impegna la Giunta ad incrementare gli interventi previsti dalla legge obiettivo ed accelerare gli indennizzi

“I dati appena pubblicati sui risultati ottenuti dalla legge obiettivo ci dicono che nei primi venti mesi di attuazione della legge obiettivo sono stati abbattuti 215mila 575 capi: sono tanti, ma non sufficienti ad attenuare i danni sul territorio e i rischi per l’incolumità delle persone. Continuiamo a ricevere, infatti, molte segnalazioni di danni provocati dagli ungulati: danni alle colture e, molto più pericoloso, l’attraversamento degli animali su strade che sono in prossimità di riserve naturali, come ad esempio la provinciale 51 vicino alla riserva di Santa Luce. Il sistema deve quindi essere incentivato, soprattutto per quanto riguarda l’efficacia degli strumenti da attivare nelle aree protette”. Così il consigliere regionale Andrea Pieroni, illustrando la mozione di cui è primo firmatario che l’aula ha approvato a maggioranza con il voto favorevole di Pd e Lega, l’astensione Art.1-Mdp e il voto contrario degli altri gruppi di opposizione.

In particolare nell’atto, sottoscritto anche da diversi altri consiglieri regionali, si impegna la giunta regionale a: rafforzare e velocizzare gli interventi di controllo all’interno delle singole aree protette, secondo quanto disposto dalla legge obiettivo, valutando, a tal fine, qualora siano stati applicati senza successo metodi di prelievo alternativi, anche l’utilizzo della braccata per quanto concerne la specie cinghiale, in condizioni di tempo e luogo che escludano significativi impatti su altre specie selvatiche; accelerare, per quanto possibile, l’erogazione degli indennizzi per i danni arrecati alle colture agricole dalla fauna selvatica alle aziende ricadenti all’interno del sistema regionale delle Riserve Naturali.

“In sintesi – prosegue Pieroni – chiediamo che siano intensificati gli interventi di controllo previsti dalla legge obiettivo all’interno delle aree protette e che si valuti la possibilità di utilizzare, anche nelle riserve naturali, la braccata per il cinghiale quando necessario, ovvero quando gli altri metodi non abbiano portato risultati, così da raggiungere realmente l’obiettivo di ridurre la popolazione di ungulati presenti nel territorio. Contemporaneamente, è importante dare un segnale di vicinanza agli agricoltori che hanno subito danni alla colture nei terreni compresi nel sistema regionale delle riserve naturali accelerando l’erogazione degli indennizzi”.